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Bruno Rimoldi
Ricerche Brevettuali

Via Riccione, 9
20156 Milano (MI)
tel: 02.39267713
tutto è stato fatto per benino, ma...qualcun altro si gode i frutti
come difendersi

La difesa e la valorizzazione dei propri brevetti.
Se il prodotto piace, ed è quindi interessante e promettente quanto a business, è facile che qualcuno sia tentato di copiarlo, mettendo sul mercato una imitazione, ovviamente ad un prezzo più basso di quello del prodotto originale.
Questo è un rischio reale che non deve essere sottovalutato: come fare quindi per non trovarsi impreparati?

La prevenzione, ovviamente, è importante ed è basata sul monitoraggio periodico dei propri mercati, sfruttando sia i propri rappresentanti che le fonti abituali di sorveglianza commerciale, con attenzione speciale per i concorrenti diretti, i primi ad avere interesse ad entrare nello stesso affare.
Ma oltre a questo sarà bene essere preparati per interventi di tipo legale, utilizzando tutti i mezzi leciti disponibili non appena viene rilevata una potenziale violazione dei propri diritti di esclusiva, legati alle privative brevettuali utilizzate, siano esse formate da brevetti e modelli che da marchi.
Anche se in Italia non c'è una grande fiducia nei brevetti e nella magistratura ordinaria, - cosa che purtroppo comporta una certa titubanza nella difesa dei propri diritti di esclusiva sanciti dai brevetti stessi - non bisogna dimenticare che il brevetto nelle sue varie forme è il titolo legale pubblico principe per la difesa dell'innovazione.
Quindi, pur considerando le obiettive difficoltà della situazione nazionale, l'intervento legale è l'arma migliore per contrastare i tentativi di violazione messi in atto da terzi nei confronti di una privativa nella quale sono stati profusi investimenti e dalla quale ci si aspetterebbe di poter ricavare un utile senza doverlo dividere con chi, senza nulla avere investito, intende avvantaggiarsi del nostro lavoro.
Da poco tempo sono state istituite nei principali capoluoghi di regione quelle Corti specializzate in diritto industriale che tutti gli operatori seri attendevano, ma comunque, in attesa che queste si attivino pienamente, non bisogna dimenticare che anche la Magistratura ordinaria può continuare ad intervenire su istanza della parte lesa; di conseguenza il suggerimento è q
Infatti agire al più presto contro i copiatori (presunti contraffattori) non è solo la giusta reazione del produttore creativo ma è anche il modo migliore per difendere i propri interessi. Logicamente anche questo tipo di intervento comporta dei costi e quindi richiede un investimento, che dovrebbe già essere calcolato nel budget riguardante l'innovazione, alla voce spese legali che non sono solo quelle per la protezione iniziale dei propri ritrovati ma anche quella della difesa di essi durante la loro vita.
D'altronde, anche se da noi questo tipo di investimento non è molto usato, la prova che esso è pagante viene dall'osservazione del comportamento delle aziende cosiddette "leader di settore".
Queste aziende hanno raggiunto la loro posizione anche grazie ad una oculata gestione, sin dall'inizio, delle proprie innovazioni, utilizzando correttamente e costantemente brevetti, modelli e marchi. In pratica, quale è stata la scelta iniziale, mantenuta poi sempre, fatta da queste aziende? Semplificando al massimo, la risposta è la seguente:
stabilito tramite apposite ricerche che il proprio prodotto era originale, perché non già inventato da altri in precedenza, era commercialmente valido e quindi valeva la pena investire su di esso, l'azienda l'aveva protetto adeguatamente in tutti i Paesi nei quali desiderava ottenere e mantenere un'esclusiva;
successivamente l'aveva difeso intervenendo attivamente a vari livelli (dalla segnalazione, alla diffida, alla causa) contro i potenziali contraffattori;
continuando ad innovare, non fermandosi alla prima invenzione anche se di per sé molto originale, in modo da essere sempre un passo in avanti della concorrenza diretta.
Controllando inoltre, soprattutto attraverso i brevetti, lo sviluppo dello specifico settore per mantenersi costantemente informata su quanto di nuovo veniva ideato (anche se non prodotto) da altri.

L'osservazione spontanea dei lettori potrebbe essere: 'Ma questa è una politica che possono adottare solo le aziende "leader". A questa domanda la risposta è: "Se queste aziende non avessero adottato, sin dall'inizio, la prassi indicata, probabilmente leader non lo sarebbero mai diventate!".
Esempi di aziende che sono partire piccole con un primo prodotto innovativo e che ora sono i riferimenti da imitare nel proprio campo non ne mancano: nel settore delle calzature sportive, nei giocattoli, negli imballaggi per uso alimentare, nei casalinghi, nelle scarpe, nell'illuminazione ecc.
Valorizzare e difendere i propri brevetti non significa quindi solamente attuare quanto si è ideato e brevettato sfruttandolo adeguatamente, producendolo e vendendolo direttamente o dandolo in licenza, ma anche e soprattutto non sminuire l'importanza dei propri brevetti rinunciando a difenderli adeguatamente.

Un esperto al vostro servizio

Bruno Rimoldi
iscritto al numero 596/M dell'Albo Nazionale Consulenti in Proprietà Industriale, sezione marchi


Nato nel 1949 a Milano, dove risiede e lavora, è attivo nel settore brevetti dal 1964.

Formatosi come ricercatore brevettuale e relatore di brevetti e marchi all'interno di un noto Studio di consulenza milanese, nel 1980 sceglie di abbandonare la posizione dipendente per affrontare il mercato autonomamente, privilegiando, nell'ambito della specializzazione, il settore giochi e giocattoli.

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